…e dunque NON CI SARANNO I TORNELLI. La lotta paga!

Monday, 24 April 2017 14:32
Print

Le parole del rettore in merito alla vicenda 36 arrivano dopo settimane e settimane di mobilitazioni e iniziative studentesche.

La cronistoria di quanto avvenuto a partire dal 23 gennaio scorso è nota. Dall’imposizione di un muro di vetro all’ingresso della biblioteca pubblica di discipline umanistiche e strumenti invasivi di riconoscimento, e poi le assemblee, le tante giornate di lotta fino alla riapertura della biblioteca ottusamente chiusa dalle autorità, e la gravissima irruzione della celere picchiando studenti e rompendo e mettendo a soqquadro le aule e ancora la resistenza in strada. Mesi di coraggio e dignità studentesca contro un sopruso subito.

Il 36 è sempre stato un luogo di confronto e libera aggregazione, accessibile a tutti. Snaturare quello spazio è stato da subito ritenuto inaccettabile, una provocazione ai danni di chi quotidianamente ci studia. Non sono servite raccolte firme e tentativi di dialogo, ci siamo trovati il 36 prima chiuso da un muro poi distrutto dalla polizia e tuttora inaccessibile.

Queste dichiarazioni del rettore sono la prova che la rigidità degli studenti - che non si sono mai fermati e tuttora studiano e si incontrano in un aula studio autogestita in zamboni 22 - ha pagato. Ha pagato resistere in strada, organizzarsi collettivamente per non desistere un attimo dal prendersi cura di uno spazio pubblico e comune alla vita di tante persone.

Con soddisfazione leggiamo perciò le dichiarazioni di oggi che nei fatti riconoscono le istanze rese pubbliche “dall’autogestione di garanzia” dell’aula a giurisprudenza dove oggi si incontra per studiare una parte della comunità studentesca dell’alma mater e che quanto prima è giusto torni a vivere la biblioteca del 36 sottratta all’uso comune da troppe settimane.

Non sappiamo quali siano i progetti del rettore sulle caratteristiche del 36 post-irruzione della celere, certamente conosciamo le nostre che come da tempo ripetiamo vanno nella direzione del prendersi cura di uno spazio pubblico vissuto da studenti in armonia con i lavoratori e il resto della comunità universitaria.

Perciò vogliamo che gli studenti siano protagonisti delle decisioni assieme ai lavoratori a partire dalle esigenze non mediabili espresse dalla mobilitazione in questi mesi.

36 LIBERO!


rssfeed
Email Twitter Facebook Myspace Stumbleupon Digg MR. Wong Technorati aol blogger google reddit YahooWebSzenario